mercoledì 2 gennaio 2013

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Trasferirsi dall'altra parte dell'oceano richiede una buona dose di buddhismo.


domenica 7 ottobre 2012

Sono una secchiona.

Dopo una vita, lo ammetto.
Quello che so fare bene è imparare. Studiare. Conoscere. Ho un cervello decente che mi permette di capire, approfondire e di provarci gusto.
Ed è bellissimo conoscere un argomento, una parte del sapere universale; comprenderne l'essenza, la bellezza.
Arrivare ad avere una buona padronanza di un argomento è una delle cose più belle della vita, per me: immergersi e osservare tutto con occhi nuovi, ampliare gli orizzonti della propria mente.
La comprensione è qualcosa di grande e di bello, è il massimo arricchimento possibile. Prendere qualcosa di esterno e ignoto e renderlo una parte di sé, arrivando ad avere uno strumento in più per affrontare la vita.
Sono sopraffatta da questa bellezza.
Potrei imparare tantissime cose in vita mia, la vita è lunga; potrei non smettere mai. Ne ho la possibilità, volendo, non vedo ostacoli. E allo stesso tempo non potrò smettere mai, semplicemente perché sono fatta così. La libertà completa dagli impegni è quasi una tortura, ho bisogno di elaborare e assaporare. Sto meglio studiando che non facendolo.
Non penso sia una questione di intelligenza quanto di forza di volontà. Mi servirebbero come minimo altre due o tre lauree per soddisfare il mio bisogno di conoscere, e allo stesso tempo possono volerci giorni per convincermi ad iniziare a studiare, causa ovviamente la pigrizia.
E niente, la pigrizia in questo momento mi pare inaccettabile, mi pare un'eresia davanti a tutte le possibilità che mi si aprono se riesco a respingerla. Voglio diventare forte per riuscire a fare in tempo tutte le cose che vorrei fare.
La maggior parte della gente non può o non riesce a raggiungere un punto del genere (cristo, nessuno si prende otto lauree in vita sua), o per un basso livello di istruzione che semplicemente non fa mai raggiungere il piacere della conoscenza, o per un interesse nella conoscenza stessa di gran lunga inferiore a quello dedicato alle altre cose da fare nella vita (comprendendo tra queste l'essere pigri).
Io non voglio essere così, ma è pesante, è tanto pesante.
Eppure sarebbe troppo figo.
Voglio imparare il coreano.

venerdì 24 febbraio 2012

Vivere in sospensione di giudizio

Sì, tipo cartesio.
Mi sembra di vivere in sospensione di giudizio ma mi viene il dubbio che siano gli altri ad esagerare al contrario.
Mi pare di non avere idee o capacità di elaborazione su quel che mi si para davanti, di non essere in grado di dare un mio commento su quel che sento e vedo.
Se voglio dare un parere su qualcosa penso che dovrei saperne a pacchi prima, quindi su un sacco di cose finisco per non avere un'idea e taccio e basta, ma perché sparare una sentenza basata su quattro cazzate che più o meno so non è avere un'idea, è una cazzata e basta.
Una conclusione tratta da un numero insufficiente di dati non certamente corretti non può che essere sbagliata.
Ma in realtà sono anche una criticona, ma penso c'entri col sentirsi il centro del mondo, e poi ogni tanto mi pongo il dubbio.
E rimane che spesso sento gente random, conosciuta o sconosciuta, parlare con l'aria di quelli che la sanno lunga di un argomento random, così penso "wow questi di sicuro hanno un ottimo motivo per saperne così tanto, magari si informano un sacco o conoscono qualcuno che è nel giro o..." ma poi mi viene in mente che probabilmente anche no, e mi sento tanto ingenua.

domenica 5 febbraio 2012

martedì 8 novembre 2011

Mankind

Man mano che mi rendo conto del problema, riesco a tenerne traccia negli altri, ed è consolante: la noia e l'ansia non sono problemi solo miei. Sono più o meno di tutti, o almeno ben distribuiti tra gente di ogni genere.
È un'osservazione nuova, forse ci sarò arrivata tardi, non so; sembra normale e me ne accorgo ora, avere un'ansia immotivata o una noia ineliminabile.
Tutto questo mi fa pensare che forse non sono io ad aver fatto casino e non essere riuscita a combinare niente di buono nonostante tutte le buone intenzioni, nei miei progetti di vita; magari anche il miglior esito non può nulla contro la noia. O contro la nausea Sartriana.
Oppure, partendo dal presupposto che cose come normalità, giustizia e magari anche successo nei propri programmi di soddisfazione esistenziale non debbano essere valutati in base alle statistiche, non sono giustificata manco per un cazzo e ho sbagliato tutto, lo facessero anche (più o meno) tutti.

venerdì 7 ottobre 2011

Piccolo desiderio fantasioso

Vorrei solo che si riuscisse a camminare sulle pareti come se fossero il pavimento, cioè in modo che il centro di gravità finisca esattamente sotto la superficie verticale e ci si stia appiccicati coi piedi, in posizione "eretta" ma in realtà ruotata di 90°; nel frattempo vorrei avere delle scarpette carine con sotto degli spuntoni appuntiti da, non so, 5, 10 cm, ma anche qualcosa di meno, mi accontento.
E allora sarei contenta quando, nel momento di attraversare la strada, da bambina diligente, sulle strisce pedonali, mi trovassi davanti una macchina che sulle suddette strisce è stata parcheggiata, con la massima nonchalance.

sabato 1 ottobre 2011

Era bello


90% Contemplazione e occhi lucidi.
10% Disprezzo e raccapriccio per quello sgrammaticatissimo TE ripetuto generosamente per tutta la canzone.