sabato 17 settembre 2011

Perché.

Questo è il terzo (quarto?) blog che apro, a causa (o per merito?) delle numerose vicissitudini interiori tipiche dell'età adolescenziale abbinate all'abuso del computer e di annessa connessione. Tutti chiusi per ommioddio non ho niente di interessante da scrivere ed è solo patetico continuare. Qualcosa di meritevole c'era, ma giusto un poco. Comunque ho tutti i post salvati.
Non sono molto certa di star scrivendo in italiano corretto, ma sarà la pausa estiva post liceo ( = non scrivo un tema da quello della maturità) che non fa bene al mio stile di scrittura intricato e privo di una quantità decente di punti che, mi rendo conto, sarebbero necessari per prendere fiato e rendere il tutto comprensibile.


Tornando al titolo, o meglio arrivandoci dopo divagazioni nonsense (sorry!), s'intende perché questo blog è perplessità.
Mi sono resa conto che la maggior parte delle cose che ho da scrivere o che reputo degne di essere pubblicate su un mio blog sono domande, riflessioni e questioni irrisolte; trovo dei bug nei miei ragionamenti, nell'impalcatura razionale che ho posto come struttura al di sopra della realtà per renderla sensata o perlomeno affrontabile in qualche maniera.
Al momento, in particolare, ho molte perplessità. Ne parlerò.


Poi ci sarebbe la sensatissima domanda ma che cazzo cambia tra gli altri blog che avevo e questo, perché non dovrebbe finire nello stesso modo, e la risposta è che ci si prova sempre, che l'ultima volta ho chiuso perché non pubblicavo più post per mancanza di ispirazione (e perplessità?); e poi mi intrippo troppo a giocare con le impostazioni della grafica (che figa eh! c'è da ammetterlo), e mi esalta creare qualcosa di nuovo, sia anche (o soprattutto) un mini-spazio online che nessuno si caga.
Nel frattempo mi sono resa conto di una di quelle cazzate ovvie che solo pensandoci ti rendi conto di doverci pensare, e che forse per me non era proprio una cazzata ovvia essendo io nevrotica e perfezionista, cioè che le cose -la grafica di un cazzo di blog, nel caso specifico, ma anche, qualche minuto prima, la scelta dell'host sul quale aprirlo- non devono essere perfette al primo colpo, si fanno, si prova, al massimo si cambia e non muore nessuno. Impensabile fino a ieri, per me.
Ci metto ore a scegliere cazzate (suoneria del cellulare, un quaderno, una penna, un paio di scarpe), perché finché esisteranno mi conviene che non mi stiano troppo sulle palle.
Ma infondo sticazzi, si può cambiare.

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